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FORMULARIO DI RICORSO DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ DURANTE UNA CAUSA DI SFRATTO IN ITALIA.
CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO
Consiglio d'Europa
Strasburgo - Francia
RICORSO
Presentato in applicazione dell'articolo 34 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo PER L'ECCESSIVA DURATA DI UN PROCESSO CIVILE IN ITALIA E PER VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI PROPRIETA' DURANTE UNA CAUSA DI
SFRATTO IN ITALIA.
I. LE PARTI
IL/LA RICORRENTE
Nome
Cognome
Sesso
Nazionalità
Professione
Data di nascita
Residenza
Domicilio
Telefono
Rappresentato e difeso nella procedura di cui all'oggetto dall'Avv…………, elettivamente domiciliato presso lo studio del medesimo in Italia, città…….., via………., telefono………, fax……….., in forza di
procura in calce al presente ricorso.
L'ALTA PARTE CONTRAENTE
Indicazione dello Stato
OGGETTO DEL RICORSO: Violazione dell'art.6.1 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo del
4.11.1950, in riferimento al “termine non ragionevole” di durata di un processo civile (giudizio di cognizione e giudizio di esecuzione) per rilascio di immobile locato ad uso abitativo e quanto al “diniego di
accesso ad un tribunale” per opporsi alla mancata concessione della forza pubblica nell’esecuzione dello sfratto e violazione dell'art.1 del Protocollo Addizionale alla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo del
4.11.1950, quanto al diritto del locatore alla restituzione dell’ immobile locato ad uso abitativo.
II. ESPOSIZIONE DEI FATTI
Il ricorrente Signor………….è proprietario di un appartamento, sito in …………,
via ………………….n….. concesso in locazione ad uso abitativo al Signor………
Alla scadenza del contratto di locazione il ricorrente Signor…………., con atto di citazione notificato il ……………….., conveniva in giudizio
davanti al Tribunale civile di …………… il proprio inquilino Signor…………., per sentirlo condannare al rilascio immediato dell'appartamento predetto.
La prima udienza di comparizione delle parti davanti al
Tribunale si è tenuta in data………………e con provvedimento del ………….,il Giudice, ritenuta la fondatezza della domanda, ha fissato la data del…………per l'esecuzione dello sfratto.
Non avendo l'inquilino
Signor…………….. provveduto al rilascio spontaneo dell'appartamento predetto, il ricorrente Signor …………….., in data …….. ha richiesto l'intervento dell'Ufficiale Giudiziario e della forza pubblica per dare esecuzione
all'ordine del giudice.
Ad oggi , a distanza di numerosi anni …………… il ricorrente Signor ……………..è ancora in attesa di ottenere la disponibilità del proprio appartamento, malgrado sia tuttora in corso la
procedura esecutiva dello sfratto e malgrado il ricorrente Signor …………….. abbia precisato di avere la necessità di destinare l'appartamento ad uso abitativo della propria famiglia.
Con la legge del 9.12.1998
n. 431 è stata sostanzialmente riformata la disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo.
IN CONCLUSIONE
Il processo civile, iniziato davanti al Tribunale civile
di …………. nell'anno ……….., è tuttora in corso non essendo ancora stata data esecuzione alla sentenza di rilascio dell'appartamento.
Il ricorrente durante per tutta la durata della procedura ha continuato a percepire un canone di L………………
Il ricorrente non ha potuto locare ne vendere a terzi l’appartamento a prezzi di libero mercato,
essendo considerato l’immobile in questione, quasi extra-commercium per la sua indisponibilità nel possesso durante tutta la procedura di sfratto.
III. ESPOSIZIONE DELLE VIOLAZIONI DELLA CONVENZIONE
E/O DEI PROTOCOLLI E DELLE RELATIVE ARGOMENTAZIONI .
I) OGGETTO DEL RICORSO: Violazione dell'art.6, paragrafo 1 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo del 4.11.1950, quanto al “termine non
ragionevole” di durata di un processo civile (giudizio di cognizione e giudizio di esecuzione) per rilascio di immobile locato ad uso abitativo e quanto al “diniego di accesso ad un tribunale” per opporsi alla
mancata concessione della forza pubblica nell’esecuzione dello sfratto.
II) OGGETTO DEL RICORSO: Violazione dell'art.1 del Protocollo Addizionale alla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo del 4.11.1950,
quanto al diritto del locatore alla restituzione dell’ immobile locato ad uso abitativo.
In questo senso la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo è stata uniforme nel ritenere che
……………………………………….
IV) ESPOSIZIONE RELATIVA ALL’ART. 35.1 DELLA CONVENZIONE.
Trattandosi di un caso di eccessiva durata del processo davanti ai giudici nazionali, ivi compresa la fase del giudizio di
esecuzione e trattandosi del "diniego di accesso ad un tribunale" per opporsi alla mancata concessione della forza pubblica nell’esecuzione dello sfratto, non è necessario attendere la fine del processo di
esecuzione per la presentazione del presente ricorso, pertanto, nel caso di specie, non sono decorsi i sei mesi dalla decisione interna definitiva di cui all’art. 35 (già 26) della Convenzione Europea dei Diritti
dell'Uomo.
E’ ormai notorio alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che il ricorrente non disponeva di altri mezzi interni effettivi davanti ai giudici nazionali, per accelerare il corso del processo di
esecuzione.
V) ESPOSIZIONE RELATIVA ALL'OGGETTO DEL RICORSO E DOMANDA PROVVISORIA PER UN’EQUA SODDISFAZIONE.
Il ricorrente richiede l’accertamento delle violazioni predette ed il risarcimento del danno
a carico del Governo Italiano, nella misura che verrà quantificata in prosieguo, quali il maggior costo delle spese legali per la procedura di sfratto, nonché i danni materiali e morali per l'attesa di poter riavere
la disponibilità del proprio appartamento.
Salva una più precisa quantificazione nel corso della presente procedura davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il ricorrente ritiene di poter ottenere a
carico dello Stato italiano la somma di lire ………..per le spese legali, fino ad oggi maturate, della procedura nazionale di sfratto, salve quelle successive.
Quanto ai danni materiali sofferti dal ricorrente,
un corretto parametro è dato dall’impossibilità di concedere il predetto appartamento in locazione a terzi ai valori del libero mercato, oppure di venderlo a terzi ai valori del libero mercato. I proventi di tali
operazioni economiche avrebbero consentito al ricorrente di avere una abitazione dello stesso livello qualitativo di quella oggetto della procedura di sfratto. Per tale titolo il ricorrente richiede almeno
quarantamilioni di lire italiane.
Quanto al danno morale deve tenersi conto dell'ansia e dell'incertezza in cui è vissuto il ricorrente dall’inizio della procedura sino all’effettivo rilascio. In particolare
il ricorrente, nell’attesa di poter ottenere la restituzione del proprio unico immobile, è stato costretto a vivere precariamente "ospite" dei propri genitori, per tutta la durata della procedura di
sfratto, con notevoli difficoltà di convivenza, avendo egli stesso una propria famiglia composta da moglie e tre figli minorenni. Per tale titolo il ricorrente richiede almeno trentacinquemilioni di lire italiane.
VI) ALTRE ISTANZE INTERNAZIONALI
Il ricorrente non ha sottoposto il suo caso ad alcun altra autorità internazionale.
VII) ELENCO DEI DOCUMENTI ALLEGATI
Copia:
a) atto di citazione,
b) copia dei verbali d'udienza,
c) sentenza/ordinanza di sfratto,
d) Verbali di accesso dell’Ufficiale Giudiziario del………
e) Decreto del ……………, del Tribunale di …………….. che ha fissato lo sfratto al …………..
Con riserva di ulteriormente produrre nuovi documenti relativi allo svolgimento della procedura di esecuzione dello
sfratto e dei documenti che eventualmente la Corte Europea potrà richiedergli.
VIII) LINGUA DELLA PROCEDURA DAVANTI ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO.
Il ricorrente chiede di poter far uso della
sua propria lingua italiana in tutti i suoi scritti difensivi e nell’eventuale dibattimento davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, nonché di avere gratuitamente la traduzione in lingua italiana della
corrispondenza a lui inviata dal Segretariato della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e degli scritti difensivi del Governo italiano. In ogni caso, la lingua sussidiaria di lavoro può essere l’inglese (oppure il
francese).
IX) DICHIARAZIONE E FIRMA
Dichiaro in coscienza, in fede e con lealtà che i dati che figurano nel presente ricorso sono esatti.
…………..
Signor………………
avv. ………………………..
PROCURA
Il sottoscritto Signor……………, nato in Italia, a ………….. in data………. ( codice fiscale...........................) residente in …………. , via ……….n…, delega a rappresentarlo difenderlo nella
procedura in oggetto davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, l'avv. …………… ed elegge domicilio presso lo studio di quest'ultimo in Italia a …………., via ……n….., conferendo allo stesso i più ampi poteri.
Signor…………..
……………..
E’ autentica
avv. ……………………..
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SCARICA FORMULARIO CIVILE
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FORMULARIO DI RICORSO PER VIOLAZIONE DELLA DURATA DI UN PROCESSO CIVILE IN ITALIA.
CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO
Consiglio d'Europa
Strasburgo Francia
RICORSO
Presentato in applicazione dell'art. 34 della Convenzione europea dei Diritti dell'uomo PER L'ECCESSIVA DURATA DI UN PROCESSO CIVILE IN ITALIA
I. LE PARTI
IL/LA RICORRENTE
(Informazioni da fornire relative al/alla ricorrente e al suo/alla sua eventuale rappresentante)
Nome
Cognome
Sesso
Nazionalità
Professione
Data di nascita
Luogo di nascita
Residenza
Domicilio
Telefono
Rappresentato e difeso nella procedura in oggetto dall'Avv……., elettivamente domiciliato presso lo studio del medesimo in Italia, città……,
via……., telefono………., fax…………, in forza di procura in calce al presente ricorso.
L'ALTA PARTE CONTRAENTE
Lo Stato italiano.
II. ESPOSIZIONE DEI FATTI
Con atto di citazione notificato il
Signor…………..attore conveniva in giudizio, nanti il Tribunale civile di ……….il Signor ………e la di lui assicurazione per accertare e dichiarare la totale ed esclusiva responsabilità dei convenuti nella causazione del
sinistro e conseguentemente sentirli condannare, anche in solido tra loro, al risarcimento dei danni tutti, patrimoniali e non, patiti dall'attore. La causa veniva regolarmente iscritta a ruolo in data ……. I
convenuti si costituivano in giudizio, a mezzo comparsa di costituzione e risposta depositata il ……….., contestando sia l'an debeatur che il quantum. La prima udienza si teneva in data ………, indi il giudice
verificata la regolare costituzione delle parti rinviava la causa al ……..per la comparizione delle parti e per espletare il tentativo di conciliazione. Successivamente all'udienza del ………le parti non comparivano e
il giudice rinviava la causa al ……….; quindi, all'udienza del ……… la causa veniva rinviata per i provvedimenti di cui all'art. 184 c.p.c. concedendo alle parti termine di giorni 30 per il deposito di memorie ex art.
183, comma quinto, c.p.c. e ulteriori trenta giorni per il deposito di repliche. All'udienza del ………. il giudice rinviava la causa per consentire alle parti di precisare le rispettive istanze istruttorie e replicare
su quelle avversarie, concedendo all'uopo i termini di legge. La causa veniva rinviata al ………….. A detta udienza il Giudice si riservava per decidere sulle istanze istruttorie. A scioglimento della riserva ammetteva
le prove per testi e la consulenza medico legale, all'uopo fissava udienza per l'espletamento delle prove e il conferimento dell'incarico al CTU per il giorno ………. All'udienza del …….. il CTU prestava giuramento e
venivano escussi i testi presenti, indi il giudice rinviava per la prosecuzione delle prove e il deposito della perizia all'udienza del ………. All'udienza del ………venivano escussi i testi assenti all'udienza precedente
e il giudice rinviava la causa in attesa di deposito della CTU. All'udienza del ……… i procuratori delle parti chiedevano rinvio per esame della perizia e il giudice rinviava la causa al ……... All'udienza del ………. i
procuratori delle parti precisavano le conclusioni e il giudice tratteneva la causa in decisione assegnando alle parti i termini di legge per il deposito delle comparse conclusionali e delle note di replica. La
sentenza veniva pronunciata in data ……depositata in cancelleria il …….. e notificata in data ………... Avverso detta sentenza è stato proposto appello dai convenuti e la prima udienza è stata fissata per il giorno ……….
III.ESPOSIZIONE DELLA/E VIOLAZIONE/I DELLA CONVENZIONE LAMENTATE DAL/DALLA RICORRENTE, NONCHE' DELLE RELATIVE ARGOMENTAZIONI
Il ricorrente lamenta l'eccessiva lunghezza del processo de quo. Infatti,
il giudizio è stato instaurato nel 1990 e ha trovato conclusione, in primo grado, solo nel 1996, a distanza di sei anni. E' tuttora pendente il giudizio di appello. Tutto quanto esposto, pertanto, non è conforme al
dettato dell'art. 6.1. della Convenzione laddove recita testualmente: ”ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata [...] entro un termine ragionevole“. Lo Stato italiano è stato reiteratamente
condannato dalla Corte europea dei diritti dell'Uomo per l'eccessiva lunghezza dei processi, ma dette condanne a nulla sono valse dal momento che lo Stato medesimo è rimasto inerte. La lunghezza dei processi non è
imputabile tanto ai singoli magistrati quanto alle carenze strutturali, organizzative e personali della giustizia italiana. I magistrati in Italia sono pochi e le strutture - dai cancellieri, ai segretari, agli
impiegati - sono carenti e deficitarie. Sovente accade che gli strumenti a disposizione degli operatori della giustizia siano desueti e malfunzionanti. Inoltre, alla mole di lavoro non corrisponde un adeguato numero
di magistrati.
IV. ESPOSIZIONE RELATIVA AI REQUISITI DI CUI ALL'ARTICOLO 35. 1 DELLA CONVENZIONE
Decisione interna definitiva (data e natura della decisione, organo - giudiziario o altro - che l'ha pronunciata).
Dal momento che il ricorrente lamenta l'eccessiva lunghezza dei processi non è necessario
attendere la conclusione della procedura.
Altre decisioni (vanno elencate in ordine cronologico, indicando per ciascuna, data, natura ed organo - giudiziario o altro - che l'ha pronunciata).
Non vi
sono altre pronunce oltre quella indicata in premessa, vale a dire la sentenza emessa dal Tribunale di …….. in data ……., n. …….. dal momento che è tuttora pendente il giudizio di appello.
Il/la ricorrente dispone/disponeva di un ricorso che non è stato esperito?
Quale? Per quale motivo non è stato esperito?
È fatto notorio alla Corte europea dei diritti dell'Uomo che il ricorrente non
dispone di mezzi alternativi interni per velocizzare lo svolgimento del giudizio. Infatti, la Corte ha già respinto, con diverse pronunce, la tesi del Governo italiano che eccepiva il disposto degli artt. 55, 56 e
74 c.p.c. per accelerare il corso dei processi in Italia.
V. ESPOSIZIONE RELATIVA ALL'OGGETTO DEL RICORSO E DOMANDE PROVVISORIE PER L'EQUA SODDISFAZIONE
Il ricorrente chiede che venga accertata e
dichiarata la violazione dell'art. 6.1 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo da parte dello Stato italiano e conseguentemente fa istanza affinché gli sia riconosciuto, con condanna dello Stato italiano al
pagamento, l'integrale risarcimento dei danni materiali e morali patiti, il tutto nella misura che verrà quantificata in prosieguo; in via subordinata, chiede l'integrale risarcimento dei danni patrimoniali e non
nella misura che sarà ritenuta equa ai sensi dell'art. 41 della Convenzione; oltre le spese, i diritti, gli onorari e gli accessori versati in favore dell'avvocato a titolo di anticipazioni per la presentazione del
ricorso in oggetto.
VI. ALTRE ISTANZE INTERNAZIONALI INVESTITE DELLA CAUSA
Il/la ricorrente ha sottoposto ad un'altra istanza internazionale di inchiesta o di regolamento, le doglianze di cui al
presente ricorso? Se sì, fornire dettagliatamente indicazioni in merito.
Il ricorrente non ha sottoposto il caso ad altri organismi.
VII. DOCUMENTI ALLEGATI
(NESSUN ORIGINALE, SOLO FOTOCOPIE)
Vanno allegate le copie di tutte le decisioni menzionate ai capitoli IV e VI. Nel caso in cui non sia possibile procurarsene copia, spiegarne le ragioni. Questi documenti
non saranno restituiti
a) Atto di citazione notificato;
b) nota di iscrizione a ruolo;
c) comparsa di costituzione e risposta;
d) verbali di causa con relativa trascrizione dattiloscritta;
e) frontespizio del fascicolo d'ufficio;
f) memoria istruttoria di parte attrice;
g) memoria istruttoria di parte convenuta;
h) comparsa conclusionale di parte attrice;
i) comparsa conclusionale di parte convenuta;
j) note di replica di parte attrice;
k) note di replica di parte convenuta;
l) sentenza del Tribunale di …….. del …… n……….. notificata in data ……….
m) atto di appello notificato in data ………..
n) procura.
VIII. DICHIARAZIONE E FIRMA
Dichiaro, in coscienza e in fede, che le informazioni riportate nel presente formulario sono esatte.
Il ricorrente dichiara in fede e con lealtà che i dati riportati nel presente ricorso corrispondono a verità.
Luogo …………
Data ………..
Firma del/della ricorrente o del suo/della sua rappresentante
……………..
La firma è autentica.
Avvocato ………
…………………..
CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO
PROCURA
Io sottoscritto …………………
nome, cognome e indirizzo del ricorrente
conferisco, con la presente mandato a ……………
nome, cognome e indirizzo del rappresentante
di rappresentarmi nella procedura davanti alla Corte europea dei
Diritti dell'Uomo e in ogni altra procedura che si rendesse necessaria nel quadro della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, in ordine al ricorso che ho introdotto,
…………….
(Governo convenuto)
il ……….
data della lettera di presentazione
……………..
luogo e data
……………..
firma
SCHEDA CON I DATI RELATIVI ALLA PROCEDURA
da compilare in ogni sua parte - ivi
compreso per la data di passaggio in giudicato se la procedura nazionale è terminata -. I paragrafi che si riferiscono a stadi della procedura che non hanno avuto luogo devono essere cancellati. Ove gli spazi non
siano sufficienti, si possono aggiungere delle fotocopie all'originale.
I. Contenuto della domanda presentata al giudice nazionale
…………..
II. Procedimento in primo grado
Giudice adito …………..
Data della notifica della citazione o del ricorso …………..
Data della sentenza ………..
Data del suo deposito in cancelleria …………..
III. Procedimento in appello
Giudice adito …………
Data della notifica dell'atto di appello …………….
Data della sentenza ………….
Data del suo deposito in cancelleria …………..
IV. Procedimento in Cassazione
Data della notifica del ricorso ……………..
Data della sentenza ………………..
Data del suo deposito in cancelleria ………….
V. Indicazioni relative al procedimento dopo cassazione con rinvio
…………………
VI. Data del passaggio in giudicato della decisione definitiva
………………………….
VII. Svolgimento della procedura
A. Procedimento di primo grado
Data delle udienze Attività istruttorie svolte
……………………..
B. Procedimento d'appello
Data delle udienze Attività istruttorie svolte
………………………….
C. Ritardi lamentati
……………….
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